Festival del Cinema di Roma
Una full-immersion di tre giorni nel mondo della celluloide!
Si è da poco concluso il Festival del cinema di Roma, quella “Festa” dedicata alla settima arte fortemente voluta quattro anni fa dal sindaco Veltroni, per sottolineare che il cinema doveva essere rivolto alla gente comune e non solo agli addetti ai lavori. Quest’anno la città simbolo del cinema ha ospitato quindi un “Festival” anche se il clima di festosità non ha scalfito minimamente la sua connotazione originale.
Dal 16-18 ottobre anche Camplus era al Villaggio del Cinema di Roma, grazie all’impeccabile organizzazione di Nova Atlantis, una delle associazioni universitarie dell’Ateneo di Bologna. Un rappresentativo numero di studenti italiani e stranieri, provenienti dai Camplus Alma Mater e San Felice, ha potuto assistere alle anteprime di film come Triage di Danis Tanovic, Hachiko di Lasse Hallstrom, The city of your final destination di James Ivory, Viola di mare di Donatella Maiorca, all’incontro con Gabriele Muccino e Giuseppe Tornatore e a quello con Richard Gere, intravisto anche in sala e sull’immancabile red carpet. L’occasione è stata ghiotta anche per poter visitare un po’ di quell’affascinante Roma imperiale, per rinfrescarci la memoria con la bellezza delle fontane barocche e per assaporare quel gusto perduto della Dolce Vita felliniana. Una città che, a dispetto dei secoli, continua ad ammaliarci.
Questa la testimonianza di Beatriz Linares, una studentessa spagnola del Camplus San Felice: “Riguardo a questo breve viaggio, devo dire che è stata un’esperienza magnifica durante il quale abbiamo potuto ottenere il massimo da ogni momento del giorno. Abbiamo avuto la possibilità di vedere il Festival e visitare gran parte di Roma con la compagnia degli studenti Camplus - e non solo - e abbiamo potuto rafforzare la nostra amicizia. Anche l’organizzazione è stata all’altezza in ogni momento e tutto è stato come mi aspettavo o addirittura meglio. È stata un’esperienza molto gratificante”.
Johann Bollenbach, uno studente francese del Camplus San Felice, ha recensito per noi Triage di Danis Tanovic: “Realistico, urtante, commovente. Triage è una parola francese che sta a significare l’azione di scegliere. Questo termine è più spesso utilizzato quando si parla della raccolta differenziata. Però la storia di Danis Tanovic non parla di immondizia ma di uomini, che devono essere scelti dal punto di vista operativo dopo una battaglia: giallo per quelli che possono essere salvati e blu per quelli che devono essere uccisi. La storia del film è quella di Mark Walsh (Colin Farell) un fotografo di guerra che ritorna in Inghilterra da sua moglie Elena Morales (Paz Vega) dopo avere fatto delle foto sul conflitto Kurdo. Mark è cambiato, ma perché? Perché è arrivato in questo paese pericoloso? Solo Joaquim Morales (Christopher Lee) può aiutarlo e capirlo. Il realismo di questo film è stupendo. In realtà, Danis Tanovic, bosniaco, ha fatto la guerra nel 1992 ma nello stesso tempo ha girato molti documentari di guerra. Dopo il premio Oscar per il miglior film straniero con No man’s land, il regista conferma il suo talento per questo tipo di film. Con Triade ci tuffiamo nei suoi ricordi dolorosi, le immagini sono bellissime, solo il ritmo a volte può essere lento. Selezionato per il festival di Roma, questa produzione europea (Spagna, Belgio, Francia, Irlanda) ha il merito di essere diverso dai soliti film di guerra americani e assume il suo personalissimo punto di vista: “Conosciamo la guerra da quelli che sono sopravvissuti” (Socrate, citato da Tanovic)”.