Coefore ed Eumenidi al Teatro Greco di Siracusa
Il 12 giugno gli studenti del Collegio d'Aragona sono invitati allo spettacolo tratto dall'Orestiade di Eschilo.
E' il 1948 quando, tra chi ha appena sperimentato gli orrori della II guerra mondiale, l'INDA porta sulla scena di Siracusa l'intera trilogia eschilea, con la traduzione e direzione artistica di Manara Valgimigli e la direzione drammatica di Annibale Ninchi. Segue poi, nel 1960, l'interpretazione innovativa e certamente molto discussa del duo registico Gasmann - Lucignani, che sceglie come traduttore un noto romanziere e intellettuale del tempo, autore di diversi soggetti cinematografici: Pier Paolo Pasolini.
Orestiade di Eschilo
Il mito degli Atridi al Teatro Greco di Siracusa
Con l'Orestiade, l'unica trilogia completa che ci resta di tutto il teatro classico, composta da Agamennone, Coefore, Eumenidi (la trilogia era completata dal dramma satiresco Proteo che è invece andato perduto), Eschilo vinse il primo premio, nel 458 a.C.
Ma in quegli anni l'argomento aveva già una lunga storia e, a cominciare da Omero, i poeti ce ne fanno conoscere diversi momenti: Eschilo, dunque, non inventa ma interpreta e rimodella l'antica leggenda rendendo la vicenda degli
Atridi simbolo e paradigma della condizione umana. Il rapporto fra destino individuale e ordine universale, la radice della colpa e la sua ereditarietà, il conflitto fra vendetta e giustizia, il legame che unisce conoscenza e sofferenza, l'opposizione tra un universo patriarcale dominato dal potere maschile e un mondo primigenio, femminile, governato dalla madre: sono, questi, solo alcuni dei temi che quest'opera monumentale di drammaturgia pone, con urgenza e profondità di pensiero, alla nostra attenzione.
Gli interessati possono rivolgersi in segreteria, per ulteriori informazioni sulle modalità di partecipazione all'evento, ed iscriversi nel modulo di prenotazione disponibile in reception, entro il 21 maggio 2008