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La storia del Camplus d'Aragona

creato da Francesca Fabbri -Ultima modifica 07/07/2011 09:50

Il Camplus d'Aragona sorge nell'edificio che ospitò il "Conservatorio San Vincenzo de' Paoli". Il nome del Camplus è un tributo alla dinastia che fondò proprio a Catania, nel 1434, la prima Università degli studi in Sicilia

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Il Camplus d'Aragona si inserisce in un contesto culturale e storico di grande rilevanza.

A Catania, Alfonso d'Aragona detto il Magnanimo fondò, nel 1434, la prima Università della Sicilia; la città divenne, così, la capitale intellettuale del "Regnum Siciliane". Quasi 150 anni prima, Federico III d'Aragona era stato proclamato re e incoronato nel duomo della stessa città (1296).

Al 2005, la popolazione studentesca dell'Ateneo catanese è di oltre 60.000 iscritti ai Corsi di laurea di primo e di secondo livello, alle Scuole di Specializzazione e ai Dottorati di ricerca, ai Diplomi Universitari e alle Scuole dirette a fini speciali. Solo il 17% è residente nel comune di Catania; il 44% risiede nelle province di Enna, Caltanisetta, Siracusa, Ragusa e Agrigento.

Proprio il prestigio dell'ateneo catanese, oltre alla posizione baricentrica dell'isola rispetto al Mediterraneo, hanno spinto la Fondazione C.E.U.R. ad aprire a Catania uno dei Camplus Universitari da essa gestiti, riconosciuti e vigilati dal Ministero dell'Università e della Ricerca.

Il Camplus d'Aragona sorge nell'imponente edificio che ha opitato a lungo il "Conservatorio San Vincenzo de' Paoli", situato nella centralissima via Monsignor Ventimiglia, in una posizione strategica rispetto alle strutture universitarie del polo umanistico.

Il "Conservatorio" era un reclusorio per fanciulle povere fondato alla fine del Settecento, intitolato a un sacerdote morto nel 1669 e canonizzato nel 1738, proclamato nel 1885 da Leone XIII patrono universale delle opere di "cristiana carità".

La storia della sede del "Conservatorio" si intreccia con uno dei momenti nodali della storia della città etnea, in un periodo in cui la crescita demografica era vertiginosa, disordinata e priva di qualsiasi sostegno urbanistico, a causa delle disastrose conseguenze del terremoto della Val di Noto del 1693.

Durante il Settecento, mentre cercava di riprendersi dal terremoto (nel quale persero la vita circa i 2/3 degli abitanti), la città fu costretta ad attraversare periodi di cattivi raccolti, di epidemie, di rivolte sociali. Tutto questo portò una grande povertà, legata a fenomeni di vagabondaggio e accattonaggio.

All'interno del "Conservatorio San Vincenzo de' Paoli", le ragazze povere si mantenevano e costruivano la loro dote matrimoniale fabbricando e cucendo drappi, fettucce, calze. Il reclusorio si pose, così, come uno stabilimento di conservazione: "una fabbrica virtuosa, fondata sul lavoro e sulla preghiera, che si candidava a modello organizzativo del quartiere per riscattarne le inadeguatezze, la gratuità, la selvatica spontaneità" (da T. Vittorio, "...L'orgoglio civico della ricostruzione della città", in "Lo sguardo fuori. Collegio Universitario d'Aragona", Caltagirone-Catania 2005, p. 23).

Ora, quel luogo di carità a sostegno dei più bisognosi è trasformato in un Camplus Universitario d'eccellenza: un luogo di sapere che nasce, e cresce, nella città chiamata "Atene del Sud" e, da Torquato Tasso, "albergo del sapere" ("Gerusalemme conquistata", canto I, stanza 70).


La storia del Camplus d'Aragona: il progetto di recupero

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La storia del Camplus d'Aragona

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Numero Verde Ammissioni
800 302 008
lu-ve, 9-13 e 14-18

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