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CAMPLUS: UN MODO DI VIVERE L’UNIVERSITA’

creato da Stefania Dente -Ultima modifica 24/08/2010 10:15

All’università si dovrebbe iniziare a sentire lo studio come una cosa propria, condivisa con maestri e  compagni e che riguarda la propria domanda di verità, bellezza, giustizia, non come un dovere e basta. Oggi, invece, le discipline sono sempre più estranee alla ricerca del significato della realtà e ciò tende a separare lo studio e il lavoro di ricerca, ancorché specialistici,  dalla passione per il destino proprio e degli altri.
I Camplus della Fondazione CEUR, sette Residenze in quattro città d’Italia, rappresentano un modo  di vivere l’università a 360 gradi: ciò è reso possibile dagli incontri e dai rapporti con docenti e studenti, grazie alla convivenza in un’unica struttura e dall’offerta di formazione integrativa a quella universitaria che non solo ne colma molte lacune, ma  stimola una passione per lo studio universitario ed offre un metodo con cui approcciarlo.
Incontri di introduzione allo studio universitario, tutor qualificati (dottorandi e ricercatori) che aiutano lo studio individuale o guidano quello di gruppo, la presenza di un Direttore in ogni struttura che ha un compito educativo: far venir fuori da ogni studente le sue potenzialità, ascoltandolo e accompagnandolo con colloqui periodici nel percorso universitario.
La giornata tipo di uno studente Camplus è come quella di ogni studente, le lezioni, le verifiche, gli esami, si sta  in mare aperto; ma le strutture accoglienti, i rapporti e le opportunità formative dei Camplus rappresentano il porto sicuro dove si studia, si piange, si ride, ci si riposa e da cui ogni mattina si riparte. Nei Camplus, durante le serate i ragazzi imparano ad ascoltare personalità della cultura e della scienza ma anche a por loro domande, a stimare la propria esperienza  come fattore di giudizio. Sono stati ospiti dei Camplus  e sono documentate nei libri annuali della Fondazione CEUR (edizioni Marietti) le loro conversazioni con i ragazzi,  personalità della cultura e della scienza: tra gli altri, Francesco Alberoni, Stefano Alberto, Pietro Barcellona, Marco Bersanelli, Massimo Cacciari, Julian Carron, Carmine Di Martino,  Giorgio Vittadini, Antonino Zichichi, personalità dello spettacolo come Claudia Cardinale, Paolo Cevoli,  Lucio Dalla, imprenditori come Oscar Farinetti, Santo Versace, operatori del non profit come Nicola Boscoletto, artisti come Luca Doninelli, Etsuro Sotoo.
Gli studenti Camplus hanno una media superiore ai loro colleghi,  a causa della selezione iniziale che avviene per merito e a causa del miglioramento che avviene nel corso degli anni.  Per i migliori tra loro vi sono opportunità particolari: quest’anno cento studenti di tutta la community Camplus hanno partecipato ad una giornata a Milano che prevedeva un  incontro al Sole 24 ore con lezione magistrale di Gianni Riotta, una visita guidata al Cenacolo vinciano, una serata di poesie e musica con Davide Rondoni. Trenta studenti selezionati dai sette Camplus hanno partecipato al terzo Concorso nazionale Camplus, cioè si sono cimentati con casi proposti da cinque aziende e hanno cercato, nel corso di due giornate di lavoro di gruppo, di risolverli con l’aiuto permanente di consulenti. Il premio: un percorso di formazione alle competenze trasversali (lavorare in gruppo, parlare in pubblico…) tagliato sulle potenzialità del sei vincitori.
A tutti i 700 studenti Camplus è data la possibilità di scoprire il proprio talento e coltivarlo: corsi di teatro, di fotografia, di tecniche redazionali, laboratori di lingua e informatica nelle aule delle residenze appositamente attrezzate. Varie iniziative nascono da ciò che gli studenti propongono e si mettono a fare insieme: spettacoli artistici, mostre, eventi sportivi, feste. Molti sono incoraggiati e aiutati a fare esperienze di studio all’estero: il Collegio stesso poi è una comunità internazionale essendovi tra gli ospiti alcuni  studenti provenienti da diversi paesi  sempre selezionati per merito.
Camplus offre molto dunque per chi inizia l’università, ma guarda all’inserimento nel mondo del lavoro dei propri studenti degli anni più avanzati: visite  e presentazioni aziendali, workshop su come si scrive un curriculum o come si svolge un colloquio, tesi in azienda, tirocini.
Ci dice Davide Manca ex alunno del Camplus Rubattino: “per quanto concerne la mia esperienza, Camplus si è posta come ponte con il mondo del lavoro,  ho acquisito una maggiore consapevolezza delle mie capacità e dei miei obiettivi professionali; tale consapevolezza mi ha  consentito di partecipare al recruiting e successivamente di essere selezionato per uno stage  presso lo stabilimento Magneti Marelli di Bologna”.
Camplus è presente a Bologna, con il Camplus Alma Mater e il Camplus San Felice, a Catania con il Camplus D’Aragona,  a Milano con il Camplus Città Studi, il Camplus Turro e il Camplus Rubattino e a Torino con il Camplus Lingotto. Si  tratta di strutture appartenenti alla categoria dei Collegi Universitari di Eccellenza riconosciuti dal M.I.U.R., il progetto educativo di ogni Camplus è il più possibile personalizzato sulle esigenze del singolo studente e concepito in stretta collaborazione con docenti e istituzioni universitarie, per permettere a ciascuno di costruire consapevolmente il proprio curriculum.
Anche quest’anno, a partire dal 1 giugno, sono online (www.camplus.it) i bandi per le nuove iscrizioni che, per gli idonei, precederanno l’ esame di ammissione. Una procedura, quella dei bandi, che fin da subito caratterizza la serietà del percorso nelle residenze Camplus.
I Camplus dunque, si rivolgono agli studenti più meritevoli e sono attenti alla persona nella sua singolarità e interezza, offrendo alle nostre università ambiti dove si respira un clima costruttivo e dove si riparte dall’esperienza per fare cultura.


Pietro Lorenzetti

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