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Incontro con Gianfranco Fabi - direttore di Radio24 - sulla crisi economica

creato da Chiara Spicciarelli -Ultima modifica 29/06/2010 15:42

La relazione di Giulio Guarnaccia, studente del Camplus Rubattino, sull'incontro "Gli stati e la crisi - rischi, prospettive e opportunità dopo il crack della Grecia" svoltosi il 15 giugno 2010.

Tutti parlano di crisi. Quello che è successo in Grecia è sulla bocca di tutti. Ognuno di noi, chi più chi meno, si è preoccupato delle vicende economiche di questi ultimi tempi e si è chiesto: «dove andremo a finire?» Un aspirante ingegnere come me e come tanti altri non trova facile risposta a questa domanda. Quando girano “paroloni” del tipo: titoli di Stato, BOT, CCT ecc… alcuni di noi rispondono piuttosto con una espressione del tipo: «eh?».


Per capirci qualcosa di più i ragazzi del Camplus Rubattino di Milano hanno chiesto chiarimenti e delucidazioni a uno che di economia se ne intende, essendo stato per molti anni giornalista e vicedirettore del Sole24Ore ed essendo  attualmente direttore di Radio24: il dott. Gianfranco Fabi.

Prima notizia che ha suscitato qualche sorpresa è che, soprattutto in questi ultimi anni, si è cercato di avvicinare sempre più l’economia a quelli che sono i cardini della matematica e della fisica (“LE” materie per noi ingegneri) ovvero il loro essere scienza, il loro basarsi su leggi empiriche. Per chiarire l’argomento il dott. Fabi ha usato un paragone molto semplice: se un oggetto cade 10 volte, allora cadrà 100, 1000 volte e su questo si farà una legge che varrà nei secoli dei secoli. Ebbene alcuni hanno cercato di fare dell’economia la stessa cosa, ovvero una scienza basata su leggi, teoremi, assiomi. Ma qui la domanda sorge spontanea: se pensiamo di rendere l’economia una scienza, basata su schemi rigidi e fissi, allora perché continuano ad esserci crisi e periodi di difficoltà economica? Gli economisti sono così stupidi da non riuscire a prevenire una crisi (tra l’altro questo è stato uno degli atti di accusa, quello di non aver previsto una crisi così profonda)?

E’ proprio ponendosi queste domande che si capisce che l’economia non può mai essere schematica, fissa, come le nostre care materie ingegneristiche, perché l’economia è basata sulla realtà delle persone. (Il dott. Fabi infatti ha affermato che un lato positivo questa crisi ce l’ha: la conferma che l’economia non è una scienza, e mai potrà esserlo). E le persone hanno un cervello e un cuore, fanno scelte logiche, illogiche, emotive. Tutto si basa sulla flessibilità delle persone.

Il dott. Fabi ha ovviamente accennato alla causa scatenante di questa crisi, quei famosi mutui “subprime” made in USA che hanno creato una bolla immobiliare e successivamente, allo “scoppiare” di questa bolla, il crollo del sistema economico americano prima ed europeo dopo. Grazie a lui abbiamo anche capito in maniera molto semplice  perché la Grecia è collassata: mancanza di fiducia, elemento non di poca rilevanza all’interno dell’universo economico. Quando si è sparsa la voce che la Grecia non sarebbe stata in grado di rimborsare i debiti, ecco che è successo il “patatrac”: crollo economico del paese e forti ripercussioni all’interno della cosiddetta “zona Euro”.

E noi italiani? Durante l’incontro  abbiamo trattato anche la situazione economica, sociale e finanziaria della  nostra cara Italia, discorso che si è protratto anche a cena, sempre con il nostro ospite. Anche il nostro Paese ha risentito in maniera pesante della crisi che ha pervaso l’intera Europa. Già da tempo viviamo con non pochi problemi, economici e non, e la crisi non ha fatto altro che acuire le problematiche. E non è semplice uscire da questa crisi: noi giovani viviamo con la forte preoccupazione di ritrovarci economicamente fragili, le nostre imprese arrancano. Ci vogliono riforme robuste, significative, ma soprattutto una maggior efficienza dello Stato.

Chi, come me, studia ingegneria non può che aver trovato giovamento in questo incontro. E’ vero, molti di noi sono un po’ carenti su questi argomenti, leggiamo solo quello che per grandi linee è scritto sui più importanti quotidiani nazionali. Ma anche se l’economia non è il pane quotidiano per noi ingegneri, dobbiamo avere un minimo di riguardo su queste problematiche, su ciò che ci succede attorno anche sotto questo punto di vista, dato che ne va anche del nostro futuro.


Giulio Guarnaccia

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