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La vita e’ solo la realizzazione del sogno della giovinezza - La testimonianza di vita, di studio e di lavoro del Prof. Giorgio Vittadini ai Camplus di Milano

creato da Stefania Dente -Ultima modifica 17/06/2010 11:29

Le impressioni di Andrea Pistorio, studente del Camplus Rubattino

L’incontro “La conoscenza è sempre un avvenimento”, relatore e nostro ospite Giorgio Vittadini, professore ordinario di Statistica Metodologica presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, tenuto presso il collegio Città Studi di Milano, presentato dal CEO di Camplus Maurizio Carvelli e dal Direttore Massimiliano Pappalardo, è stato particolarmente interessante ed appassionante. Il professore, partendo da una sintesi della propria vita, ci ha consentito di esaminare alcuni aspetti sostanziali dell’esistenza come l’importanza del bisogno di conoscenza quale motore per superare le proprie carenze, le proprie difficoltà ed erigere i pilastri del nostro futuro.
Tale evento ci ha permesso di analizzare il Desiderio, che ci consente di dare uno slancio alla nostra vita nella ricerca di soddisfazione, realizzazione, fratellanza e conoscenza, con il fine ultimo di ricercare la felicità.
Rilevante è anche l’importanza attribuita alla figura del Maestro, inteso non come colui che ci spiega le procedure e poi ci lascia in balia di noi stessi, ma come sostegno, amico, fratello che, oltre alla “semplice” spiegazione della disciplina o del lavoro da svolgere, ci dà quell’impulso vitale, quel conforto, quel suggerimento che ci fa oltrepassare le “buche” che incontriamo lungo il nostro percorso.
L’ospite ci ha esortato ad evitare di creare confini al nostro sapere e a non farci bloccare o intimidire dalle considerazioni dei “più grandi” che, con le frasi “lascia stare, goditi la giovinezza che poi finisce tutto” o “quell’esame è impossibile”, tentano di sollevarci da un momento di difficoltà, ma in realtà da un canto stanno assegnando ai nostri limiti una valenza totalmente negativa, senza nessuna speranza di miglioramento o di ripresa e dall’altro stanno creando un muro alla nostra necessità di conoscenza.
Anche la solidarietà e l’aiutare il prossimo sono stati ampiamente trattati durante la serata, riferendosi, soprattutto, alle soluzioni trovate, nel difficile periodo degli “anni di piombo”, per sostenere gli studenti, sia dal punto di vista dell’apprendimento, con la realizzazione della Cooperativa Universitaria Studio e Lavoro, pioniera nell’aiuto elargito agli universitari provenienti dal meridione nel trovare un alloggio confortevole e nel fornire le dispense dei corsi accademici.
Riguardo all’idea di sbarramento è stata memorabile e molto attinente la rievocazione di un evento tratto dall’opera di Mark Twain, “The Adventures of Tom Sawyer”, nel quale il nostro caro Tom riceve la punizione, data dalla zia Polly, di dipingere lo steccato:
“Scrutò attentamente lo steccato, e ogni letizia parve abbandonarlo, mentre sull’animo gli si posava una cappa di spessa melanconia. Trenta metri di steccato alto quasi tre metri! Gli sembrò che la vita non avesse alcun valore, e che l’esistenza fosse solo un peso. Sospirando tuffò il pennello nel secchio e lo passò sull’asse più alta; ripeté l’operazione; lo rifece […]”.
Adesso pensa di barattare il proprio lavoro con qualche “ricchezza” contenuta nelle proprie tasche.
“[…] Tirò fuori tutte le sue ricchezze e le studiò: pezzi di giocattoli, palline e cianfrusaglie; abbastanza, forse, per comprarsi uno scambio di lavori, ma non abbastanza per comprarsi anche solo una mezz’ora di piena libertà. Così rimise in tasca i suoi scarsi mezzi e rinunciò all’idea di provare a corrompere i compagni.
In quel momento cupo e disperato fu colto da un’improvvisa ispirazione. Una grande, meravigliosa ispirazione. Raccolse il pennello e riprese tranquillamente a lavorare. Poco dopo comparve Ben Rogers […].
Tom continuava a pitturare, senza prestare la minima attenzione […]”.
In questo momento Ben, il mago del sarcasmo e della derisione, gli rivolge la parola:
“«Di’, io vado a fare il bagno. Non ci verresti anche tu? Ma certo, tu preferisci lavorare, no? Si capisce!»
Tom fissò il ragazzo per un attimo e disse: «Cos’è il lavoro, secondo te?» […]
[…]«Oh, su, dai, non vorrai farmi credere che ti piace!»
Il pennello continuava ad andare avanti e indietro. «Se mi piace? Be’, non vedo perché non dovrebbe piacermi. Non capita tutti i giorni l’occasione d’imbiancare uno steccato.»
Questo mise l’intera faccenda in una luce nuova”.
È in questo preciso istante che il lavoro, limite al proprio divertimento, fardello dell’esistenza, si converte in punto di forza. I propri “steccati” affrontati e superati diventano il nostro differenziale competitivo.
“ «Oh, uffa! Starò attento come te. Ora fammi provare. Senti… Ti do il torsolo della mia mela.».
«Beh, ecco. No, Ben; non posso; non me la sento…»
«Te la do tutta!»[…]
E quando venne la metà del pomeriggio, da quel ragazzo povero in canna che era la mattina, Tom si era trasformato in un riccone che nuotava letteralmente nell’oro.”

Cosi anche Vittadini, che voleva diventare uno storico, ma, in seguito a vari condizionamenti, si era  dovuto indirizzare sulla Statistica, materia a lui, inizialmente, non molto familiare, pur incontrando molte difficoltà, riuscì a risollevarsi ed a rendere tali lacune il proprio trampolino di lancio per la vita.
Anello di congiunzione tra il fallimento e il successo è proprio il Maestro-Fratello, che vedendo il dottorando Vittadini in preda alla disperazione, in seguito ad alcune critiche ricevute, lo spinge a contattare la persona-nemico che lo aveva valutato e, in un atmosfera di cordialità, a trovare insieme i punti di divergenza, riparare agli errori commessi e creare un rapporto di collaborazione e, possibilmente, di amicizia, considerando il “critico” un alleato e non un nemico.
È in tal modo che l’uomo riesce ad andare oltre la depressione ed il mero “buttarsi giù”, si rialza, rinvigorito, più forte di prima e capace di sormontare gli scogli del vivere.   


Andrea Pistorio


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La vita e’ solo la realizzazione del sogno della giovinezza - La testimonianza di vita, di studio e di lavoro del Prof. Giorgio Vittadini ai Camplus di Milano