Per continuare un incontro... "Altre terre? Da Marte ai pianeti extrasolari" con Enrico Flamini

22/08/2018

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La domanda che ci assilla è da dove proveniamo e dove andiamo, tutto quello che possiamo osservare da noi stessi è ciò che ci circonda attualmente. È per questo che abbiamo l’ansia di scoprire su di esso tutto ciò che sappiamo. Questa è scienza, l’apprendere, il conoscere, questa è la vera sorgente di ogni impresa spirituale umana”: l'incontro inizia da questa citazione di Schrodinger e con una domanda per indagare i modi con i quali la passione per la conoscenza si sorregge rispetto ai tempi di attesa per raccogliere i primi risultati. "Una missione partita nel 1993 ha prodotto i primi risultati dopo 15 anni" - esordisce il moderatore dell'incontro, Nicola Sabatini.

A questo quesito Flamini risponde: “La storia è anche più lunga!”. Due esempi: “Mars Express, con a bordo Marsis, proposta nel ’96 e lanciata nel 2003, con una fase di realizzazione di politiche scientifiche e poi di progettazione vera e propria. E poi vi sono voluti ancora anni per raccogliere dei dati”. Inoltre “un conto è fotografare la Torre di Pisa, un conto è capire come fu costruita”. Il secondo esempio è la missione Gassin, “pensata grossomodo nella prima metà degli anni ’80. Il primo contratto industriale per la realizzazione dello strumento che ho seguito era del 1989, nel ’90 è stata approvata ufficialmente, l’abbiamo lanciata nel ’97, arrivò a Saturno nel 2004, e la missione ha continuato a raccogliere dati fino a settembre dell’anno scorso”. Si copre tutto il tempo di una vita lavorativa e vi sono fasi di lobbying scientifica che possono sfociare anche in aspra discussione. “È chiaro che se uno si aspetta risultati scientifici immediatamente spendibili è completamente fuori strada”.

 

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