Incontro "A caccia di nuovi mondi"

20/08/2018

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“Esistono molti mondi o non c’è altro che un unico mondo?”. È con questa domanda di Sant’Alberto Magno che si sono confrontati gli astrofisici Antonino Lanza, ricercatore all’Istituto Nazionale di Astrofisica presso l’Osservatorio di Catania, e Aldo Bonomo, ricercatore all’Istituto Nazionale di Astrofisica presso l’Osservatorio di Torino, nel corso del terzo incontro all’Arena Exoplanets.  Introdotti da Carlo Manara, Ricercatore all’ESO (Osservatorio Europeo Australe), Garching, Germania, i due relatori hanno ripercorso le tappe più significative dello studio degli esopianeti.

Lo studio di tali corpi celesti ha richiesto lo sviluppo di strumenti e tecniche impossibili fino a un secolo fa. “Cercare di osservare un pianeta direttamente – ha esordito Lanza – è come tentare di vedere una particella di pulviscolo ad alcuni metri da un lampione stradale, stando a centinaia di chilometri di distanza”. È così che sono nate le nuove tecniche di osservazione indiretta.

  

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