Incontro "Alla ricerca di civiltà extraterrestri: il programma SETI e le sue implicazioni"

22/08/2018

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L’Area Exoplanets ha ospitato Stelio Montebugoli, SETI advisor alla direzione scientifica dell’istituto nazionale di astrofisica (INAF), e Paolo Musso, professore di Filosofia della Scienza presso l’Università dell’Insubria di Varese.

il SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) si occupa della ricerca di segnali lanciati da civiltà extra-terrestri. Quello che ci si aspetta di trovare sono “tracce radiomagnetiche monocromatiche”. Si tratta di un segnale facilmente distinguibile ed è il modo ideale per essere ascoltati nello spazio. La ricerca di questi segnali viene fatta in banda radio, che tra le radiofrequenze sono le uniche che attraversano indisturbate l’atmosfera terrestre. 

Ad oggi, abbiamo ricevuto un solo segnale molto “sospetto”: un segnale monocromatico che, non avendo scivolamenti doppler nello spettro, vuol dire che è stato emesso da una fonte che è ferma” rivela Montebugnoli. Non è stato ritenuto affidabile perché dopo il 2006 non è più stato osservato.

Musso si occupa invece delle implicazioni culturali e filosofiche connesse ad una vita extra terrestre. “Se dovessimo mai trovare una qualsiasi civiltà, qualunque essa sia – esordisce – sarà più antica e progredita della nostra. Innanzitutto perché nell’Universo siamo dei neonati. Poi perché per i tempi cosmici vuol dire che essa ha cercato di comunicare con noi già miliardi di anni fa. Inoltre, è molto probabile, se mai troveremo della vita nell’Universo, che ciò avverrà entro i confini della nostra Galassia. Le distanze superiori infatti, rendono tale ricerca pressoché impossibile”. 

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