Incontro "Dall'universo alla vita: percorso inevitabile o evento singolare?

23/08/2018

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All'incontro hanno preso parte Antonio Lazcano, biologo e professore alla School of Sciences dell’Università del Messico, e Giuseppe Tanzella-Nitti, professore di Teologia fondamentale della Pontificia Università di Santa Croce. 

Non sappiamo come è nata la vita sulla Terra perché nessuno c’era" - esordisce Lazcano - "Cerchiamo di analizzare le informazioni dei meteoriti, dalle comete, dai fossili”. Su queste basi si fondano le spiegazioni sull’origine della vita, “ma tutte queste sono sempre ipotesi. Il problema dell’origine della vita resta aperto. Quando si parla dell’origine della vita si parla di un problema evolutivo. Non abbiamo nessun reperto della terra primitiva. Per verificare queste ipotesi abbiamo dei doni dal cielo, non in senso mistico ma in senso fisico: i meteoriti che hanno l’età della Terra. Studiando un meteorite del genere si trova che questo ha una composizione vicina a quella di un essere vivente. Ciò permette di immaginare una terra primitiva in cui la radiazione, comete e meteoriti, hanno permesso la formazione del brodo primordiale, ma senza cuoco, a meno che uno non ne voglia supporne l’esistenza”. 

Alla domanda “Può un cristiano accettare un Universo che brulica di vita?”. Tanzella Nitti ha risposto dichiarando che “La teologia cristiana parla di Dio come il Vivente. Così la vita, ovunque sia sviluppata, non può che essere il riflesso del Vivente. La vita è esplicitamente, nella Bibbia, frutto della volontà di Dio. Dio presiede intenzionalmente i dinamismi che ne causano l’inizio. L’uomo e la donna sono creati come esseri personali di fronte a Dio. Dio è causa e origine intenzionale della vita, mentre il resto del creato, con la materia e le sue forme concorrono a dare inizio alla vita. Questa è la differenza: origine intenzionale e inizio dovuto alle cause fisico-chimiche”. 

 

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